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31.10.2014 - Borsa del Placement | VIII Forum

Borsa del Placement | VIII Forum

Borsa del Placement 2014: Università, Aziende e Scuole

L’autoimprenditoria giovanile
Il successo di un’iniziativa imprenditoriale dipende soprattutto dalle capacità da chi si appresta ad avviarla: anche per questo la creazione d’impresa occupa un ruolo sempre più importante nel processo di autorealizzazione dei giovani  nel nostro Paese. Diventare imprenditore non significa possedere un talento naturale: è frutto di un processo di crescita che va alimentato prestando attenzione alle proprie aspirazioni, attitudini e competenze. 

Un’idea di impresa nasce da una passione, da una vocazione, da un’aspirazione, da un sogno, ma anche dall’osservazione della realtà che ci circonda, che consente di cogliere bisogni insoddisfatti. Nessun imprenditore improvvisa: l’analisi è fondamentale per individuare le opportunità e i rischi di un’impresa, così come lavorare sulle proprie competenze, attitudini ed atteggiamenti è fondamentale per imparare a cogliere le opportunità e ad affrontare il giusto grado di rischio. 

Per questi motivi la legislazione italiana che sostiene l’autoimprenditorialità assegna un peso rilevante ai fattori di tipo soggettivo connessi alla crescita della cultura imprenditoriale e propone modelli di sostegno che integrano strumenti diversi: incentivi finanziarima anche servizi reali che accompagnano il neo-imprenditore, prima nella progettazione dell’idea imprenditoriale, poi nella realizzazione del progetto. Da oltre vent’anni gli incentivi gestiti da Invitalia aiutano giovani e meno giovani a realizzare il proprio progetto imprenditoriale: oltre 110.000 le nuove imprese finanziate oltre 200.000 le persone che vi lavorano. 

 Nel giugno 2014, Junior Achievement Italia ha elaborato un manifesto in 10 punti dell’educazione imprenditoriale a scuola, presentato al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e al Ministero dello Sviluppo Economico, istituzioni chiave per poter avviare una politica integrata e sistematica per offrire ai giovani un’esperienza di successo nello sviluppo delle loro competenze professionali. Passione, competenza e ambizione sono gli ingredienti fondamentali per affrontare la strada verso la realizzazione della propria impresa, la conoscenza degli strumenti a sostegno della creazione di impresa una guida che aiuta a percorrerla. 

I social e la Scuola Il mondo del lavoro è enormemente cambiato grazie alla diffusione dei social media. Facebook, Twitter e altre piattaforme hanno avuto un duplice impatto. Da un lato hanno permesso di ampliare enormemente le opportunità di contatto fra chi offre lavoro e chi cerca lavoro. Dall’altro hanno creato un contesto in cui anche le persone fin da subito devono avere ben chiaro che i contenuti postati nei social network hanno una loro permanenza e visibilità che potrebbe avere un impatto sulla reputazione del singolo individuo. Inoltre i social media sono sempre più diffusi nelle aziende sia per la comunicazione interna sia per la comunicazione esterna. Come se ciò non bastasse queste tecnologie hanno creato nuove figure professionali sempre più ricercate. 

Opportunità, reputazione, diffusione nelle aziende e nuove professionalità sono le parole chiave che sottolineano che è sempre più necessario un uso strategico e consapevole dei social network che vada al di là del semplice uso di tipo personale ed emotivo (usare i social network come strumento di comunicazione interpersonale, alla stregue del telefono), ma che sia un uso mirato e orientato al mondo del lavoro (valorizzando ed evidenziando quelle caratteristiche che potrebbero essere interessanti da un selezionatore). L’obiettivo del workshop è duplice: da un lato illustrare il mondo dei social media applicato alla ricerca di lavoro, dall’altro mostrare in che modo è possibile usare le caratteristiche sociali e tecnologiche di questi strumenti in una prospettiva di offerta di competenze.
Il placement e la Scuola
Il placement è un’attività relativamente recente nel panorama italiano. Con rare eccezioni, la quasi totalità delle strutture universitarie che se ne occupano ha meno di un decennio e, in molti casi, il loro modello organizzativo è ancora in fase embrionale. Da un paio d’anni si comincia a parlare anche di placement scolastico, ma qui la prospettiva è ancora più complessa perché l’idea stessa di creare una unità operativa all’interno di un singolo istituto è economicamente insostenibile e di dubbia utilità per il raccordo con il mondo del lavoro. 

Con il workshop organizzato all’interno della Borsa e, più in generale, con l’intera giornata di approfondimenti dedicata agli orientatori scolastici, si è cercato di stimolare la riflessione su come vada intesa l’attività di placement nelle scuole superiori, su quale debba essere l’equilibrio tra la dimensione orientativa e quella di collegamento pratico con le imprese e su quali possano essere i modelli pratici attraverso i quali offrire un supporto concreto ai giovani ed ai selezionatori. 

I relatori intervenuti sono partiti dalle prime esperienze sviluppate in Italia, nella convinzione che possano rappresentare uno spunto concreto per sviluppare dei servizi di orientamento al lavoro che siano al tempo stesso sostenibili ed efficaci: il programma “FiXo – Scuola ed università” promosso da Italia Lavoro, le iniziative di AlmaLaurea con AlmaDiploma e AlmaOrientati e le attività che la Fondazione Emblema sta sviluppando on line e sul territorio in diverse Regioni Italiane.